Accanto agli effetti diretti per i condomini, il disegno di legge n. 2692 interviene in modo deciso anche sulla figura dell’amministratore di condominio, riconoscendo implicitamente ciò che nella pratica è già evidente da tempo: la gestione condominiale non può più essere affidata all’improvvisazione.

Il legislatore prende atto che l’amministratore oggi svolge un ruolo centrale non solo sul piano organizzativo, ma anche sotto il profilo economico, fiscale e della sicurezza degli edifici. Nonostante ciò, l’attuale quadro normativo consente ancora a soggetti privi di una reale formazione di assumere incarichi complessi, con conseguenze spesso negative per i condomini e per i terzi che entrano in rapporto con il condominio.

La proposta di riforma va nella direzione di una maggiore qualificazione professionale, prevedendo requisiti più stringenti per l’accesso alla professione e un riconoscimento pubblico delle figure dell’amministratore e del revisore condominiale. L’istituzione di un elenco presso il Ministero delle imprese e del made in Italy rappresenta un passaggio simbolicamente importante: l’amministratore viene sempre più visto come un soggetto che svolge funzioni di interesse generale, anche in ambito fiscale e amministrativo.

Un altro punto particolarmente rilevante riguarda il tema delle responsabilità. Oggi l’amministratore si trova spesso in una posizione paradossale: è chiamato a rispondere, anche penalmente, di situazioni legate alla sicurezza degli edifici pur non avendo sempre i poteri necessari per intervenire, soprattutto in presenza di assemblee inattive o poco collaborative.
La riforma non mira ad alleggerire tali responsabilità, ma piuttosto a riequilibrare il sistema, attribuendo all’amministratore poteri concreti di intervento, seppur subordinati all’inerzia dell’assemblea, per affrontare situazioni che incidono sulla sicurezza degli impianti e delle parti comuni.

La proposta affronta inoltre alcune questioni che da anni creano incertezze operative, come la durata dell’incarico dell’amministratore e la gestione del fondo per i lavori straordinari, con l’obiettivo di fornire regole più chiare e coerenti con la realtà della gestione condominiale. Meno ambiguità normative significa, anche in questo caso, meno contenzioso e maggiore stabilità nei rapporti tra amministratore e condominio.

Nel complesso, il messaggio che emerge è chiaro: la figura dell’amministratore è destinata a evolversi ulteriormente, passando da ruolo spesso percepito come meramente esecutivo a professionista strutturato, responsabile e riconosciuto, inserito in un sistema che punta a maggiore trasparenza, certezza delle regole e affidabilità nei confronti dei condomini e dei terzi.

2025-12-06-Disegno-di-Legge-2692