L’11 novembre scorso il Governo ha presentato la proposta di legge n. 2692 che punta a rivedere in modo significativo alcune regole del condominio, modificando il codice civile e le sue disposizioni di attuazione.
La proposta di riforma del condominio si inserisce in un contesto ormai evidente a chi opera quotidianamente in questo settore: la gestione degli edifici non può più essere affrontata con strumenti normativi pensati per una realtà che non esiste più. Il condominio oggi è un soggetto economico complesso, che muove risorse rilevanti, coinvolge imprese e professionisti e incide in modo diretto sulla sicurezza degli immobili e sulla qualità della vita dei residenti.
L’iniziativa nasce da un dato molto chiaro: una parte rilevantissima del contenzioso civile in Italia riguarda i condominii, e in particolare le liti sui rendiconti e il recupero delle quote non pagate.
La direzione indicata dal legislatore appare chiara: ridurre il contenzioso inutile, limitare le iniziative strumentali e rafforzare trasparenza e professionalità. La certificazione dei rendiconti, la ridefinizione del ruolo dell’amministratore e del revisore e il superamento di alcune ambiguità normative vanno tutte nella stessa direzione: prevenire i conflitti prima che si traducano in cause giudiziarie, con effetti negativi per il condominio nel suo complesso.
Resta fermo che si tratta, allo stato attuale, di una proposta di legge, il cui iter dovrà essere seguito con attenzione e spirito critico. Tuttavia, l’indirizzo di fondo è difficilmente contestabile: il futuro della gestione condominiale passa da maggiore chiarezza, trasparenza e professionalità, elementi che, prima ancora di essere imposti dalla legge, rappresentano il presupposto di una buona amministrazione.
Questo è l’approccio che il nostro studio adotta già oggi nella gestione dei condomìni amministrati, nella convinzione che trasparenza, correttezza e competenza non siano un adempimento formale, ma la base concreta di un rapporto di fiducia duraturo tra amministratore e condomini.

